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courtesy of © GangStarr Foundation/Noo Trybe
courtesy of © GangStarr Foundation/Noo Trybe


DJ PREMIER: PRIMO DELLA CLASSE
di Max Mbassado'

Per mettere a fuoco la figura di Dj Premier non si può prescindere dalla storia del duo GangStarr. Chi l’avrebbe mai detto che la promessa che i GangStarr pronunciarono nel lontano 1989, pur essendo ambiziosa, sarebbe stata così coerentemente mantenuta rivelando la profezia? Il primo album “No More Mr. Nice Guy” parte proprio con le seguenti parole inequivocabili: “89 we’re moving on with the sound / see we’re going to be around for a long time”(trad: ‘89 ci muoviamo in avanti col suono vedi saremo in giro per un bel pezzo).
Potremmo partire parlando degli infiniti dischi prodotti da questo fenomenale dj/produttore, ma faremmo un torto visto che dietro Premier c’è innanzitutto un uomo, al secolo Christopher Martin. Nasce nel quartiere 5th Ward di Houston per poi trasferirsi solo nell’adolescenza a Brooklyn, NY. Studia al Praire View College, ma presto le sue mixtape finiscono nelle mani di Guru, che ha già un contratto con la Wildpitch. In quei tempi si faceva chiamare Wax Master, ma sotto consiglio dell’etichetta cambia nome. Non voleva però un nome scontato e punta subito in alto: Dj Premier. Da li’ il passo alla registrazione del primo brano “Manifest” è breve. Insieme a Guru, con cui condivide la passione per i dischi jazz, ha l’idea di pescare un campione da “Night in Tunisia” di Dizzy Gillespie. Era solo il primo brano di un interminabile lista di classici che ancora oggi è in continuo aggiornamento.
Uscì così presto l’album dal titolo provocatorio “No more Mr. Nice Guy” per la Wild Pitch, un disco che diede subito una nuova sterzata all’hip hop, unendo alla consapevolezza dei contenuti una ricerca musicale decisamente sui generis, assemblando con spigliatezza jazz e soul fine anni ‘60. Dopo che firmarono per la Chrysalis, seguì nel ‘92 “Step in The Arena”, un album all’avanguardia che segnava la nuova direzione dei GangStarr, che rallentavano il metronomo riuscendo con naturalezza a contemperare attitudine hip hop e sonorità jazz in tempi non sospetti. Il minimalismo jazz delle produzioni di Premier abbinate alla voce monocorde ma ipnotica di Guru, formula che si rivelerà vincente. I brani trainanti sono “Who’s gonna take the weight”, “Just to get a Rep” (chiara invettiva agli atteggiamenti dei finti gangstas) e la raffinata attitudine jazz di “Love Sick”.
In breve i media, spinti dal bisogno di categorizzare tutto, coniarono il termine riduttivo ‘jazz hip hop’, che prontamente appiccicarono ai GangStarr nel periodo in cui nacque il cosiddetto Acid Jazz. Aldilà di queste approssimazioni, il regista afroamericano per eccellenza Spike Lee li volle assolutamente per la colonna sonora del suo film “Mo’ Better Blues” e nacque così “Jazz Thing”, brano celebrativo della musica jazz, ancora oggi una pietra miliare.


Segue...






 

DJ PREMIER: L'INTERVISTA

 

  "In realtà non c’è un filone o un genere musicale così netto, adoro il soul, il jazz, il vecchio R&B, il reggae, l’importante è che trovi qualcosa che veramente mi piace"...  

DJ PREMIER: L'INTERVISTA (2° PARTE)

 

  “E’ proprio questo l’aspetto più difficile, la vera sfida. Ogni volta che affronto un nuovo disco mi dico: “Come riesco a continuare ed essere dope, senza dover suonare troppo come un altro disco che ho già fatto?”...  

DISCOGRAFIA ESSENZIALE

 

  La discografia di Dj Premier è semplicemente impressionante, una sfilza di nomi che sembra non aver fine. Eccola in gran parte...  

DJ PREMIER (2° PARTE)

 

  Ormai i GangStarr erano diventati un gruppo di spicco, grazie soprattutto ai favori della critica, e così l’anno seguente uscì “Daily Operation”, forse ancora oggi il miglior disco del duo...  











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